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mercoledì 13 maggio 2015

Renzi, imbonitore del nulla

Renzi dimostra la sua arroganza, la sua presunzione e, la sua ignoranza, del mondo della scuola. Pur avendo la moglie e qualche altro parente che esercitano la professione di insegnante, ha mostruose lacune in merito.
Giova ricordare al PdC, senza nessun merito, che la scuola si regge sul volontariato degli insegnanti, senza del quale la scuola pubblica statale sarebbe allo sfascio.
Sicuramente questo governo e il PdC stanno lavorando per smantellare la scuola pubblica statale a vantaggio di quelle private (l'ex Governatore della regione Lombardia Roberto Formigoni ha dato ampia dimostrazione).
La scuola pubblica ha insegnanti preparati che, meritano rispetto, lavorano indefessamente e, con dedizione. Sono i meno pagati e gratificati in Europa, sono bistrattati e vengono spesso messi al ludibrio pubblico da questi politicanti privi di credibilità che nessuno elettore ha votato.
Il governo pensi a mettere in sicurezza gli edifici scolastici, a finanziare concretamente la scuola pubblica statale e a retribuire adeguatamente gli insegnanti e lasci perdere queste controriforme che penalizzano gli studenti e gli insegnanti.
Nessun ministro di questo governo e, meno che mai, la signorina Boschi, hanno le competenze per fare una vera RIFORMA della scuola che guardi soprattutto alla crescita morale e intellettuale dei giovani e al recupero dei ragazzi più in difficoltà e a rischio dispersione.
In questi ultimi 20 anni, l'unico ministro della pubblica istruzione che ha fatto qualcosa di positivo è stato Berlinguer. L'unico che ha avuto il coraggio di riformare e modernizzare la scuola statale, dotando o potenziando le attrezzature linguistiche e informatiche. L'errore grossolano che ha commesso è stato il concorsone che ha determinato la sua caduta.
Dopo Luigi Berlinguer, fatta salva la breve l'eccezione del ministro Tullio De Mauro, c'è stato il vuoto assoluto, diversi ministri incompetenti, che hanno avuto come unico obiettivo lo smantellamento della scuola pubblica e il copioso finanziamento di quella privata.
Letizia Moratti e Mariastella Gelmini hanno iniziato a demolire la scuola statale con tagli lineari e indiscriminati, meno risorse e riduzione personale; gli altri ministri della Pubblica (D)Istruzione Francesco Profumo, Maria Chiara Carrozza e per finire l'attuale ministra Stefania Giannini non sono altro che la continuità di questo nefasto obiettivo.
La cosa più incredibile nel nostro Paese è che, abbiamo governi non eletti dagli elettori, che si arrogano il diritto di modificare la Costituzione, di fare leggi che penalizzano pesantemente la maggioranza dei cittadini italiani e di impedire ai giovani di sperare e/o immaginare un futuro positivo, uguale o migliore dei loro genitori.

lunedì 23 febbraio 2015

Il governo delle grandi promesse, annunciate e disattese

Mi chiedo come possa un governo, non legittimato dagli elettori, fare con protervia e arroganza le controriforme mettendo alla berlina e al ludibrio pubblico una forza sindacale importante. Questo è un governo sfacciatamente conservatore, altro che di centro-sinistra. Sta attuando ciò che non è stato permesso a B., il programma della confindustria e della massoneria. Il job acts è un altro gioiello che abolisce l'articolo 18 a protezione dei lavoratori licenziati senza giusta causa. Renzi e il club dei fiorentini/toscani affermano che il job acts aumenta le offerte di lavoro e riduce la disoccupazione. Sicuramente aumenta il lavoro precario e temporaneo, non dà alcuna sicurezza lavorativa e impedisce ai giovani di maturare la pensione e di programmare il loro futuro: questo è un ulteriore regalo alle imprese, a cui sono costretti a subire i più deboli. Regalo che dovrebbe essere intollerabile da accettare e da digerire dai giovani. Ha fatto approvare dal senato, con la minaccia delle elezioni anticipate, l'Italicum che cambia radicalmente la funzione di palazzo Madama: i senatori pur di maturare il vitalizio hanno accettato il ruolo di tacchini sacrificali. Questa legge elettorale rappresenta la fine della rappresentanza politica, poiché non è più il cittadino che sceglie il proprio parlamentare, ma continuano ad essere i capi partito a selezionare i loro peones che votano al comando. Altro punto fondamentale è il finanziamento pubblico alla scuola pubblica statale e la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Questo signore di primo ministro, promette finanziamenti, ma non versa un solo euro per migliorare l'edilizia scolastica e le condizioni economiche degli insegnanti. Pur avendo una moglie insegnante non sa o fa finta di non sapere, il che è ancora più grave, che la scuola pubblica statale si regge grazie al volontariato degli insegnanti, senza del quale la scuola sarebbe a pezzi. Purtroppo si osserva che Renzi è foriero di belle promesse, ma quasi tutte vengono disattese. Viene da domandarsi se gli italiani hanno la capacità e la predisposizione di accettare pedissequamente e/o con rassegnazione questi finti blasonati chiacchieroni palloni gonfiati, la cui unica forza è la menzogna. E' impensabile sperare che un nuovo partito metta nel proprio programma la realizzazione nei primi 100 giorni di governo:
  1. abolire il vitalizio dei parlamentari e dei consiglieri regionali in modo retroattivo;
  2. abolire l'indennità di fine mandato parlamentare;
  3. eliminare la doppia pensione/vitalizio;
  4. fissare per i parlamentari, non rieletti, che hanno raggiunto i requisiti per la pensione un unico vitalizio di € 3.000 mensile netto e una indennità di fine mandato pari a quella di un funzionario pubblico di 7 livello in funzione agli anni di servizio prestati;
  5. fissare il tetto massimo delle pensioni a € 5.000 mensile netto;
  6. dimezzare il compenso dei parlamentari;
  7. garantire un contributo statale di sostegno per i disoccupati, i licenziati, i non occupati e i senza reddito di € 700 mensile netto e, un tetto massimo di € 1.200 mensile netto per famiglia;
  8. ridurre per le imprese, per i piccoli proprietari e per le persone fisiche le tasse, in modo che tutti i contribuenti sentano l'obbligo anche morale di versare, in misura proporzionale al reddito, le tasse e i tributi allo Stato, al fine di migliorare i servizi pubblici fondamentali: istruzione, sanità e giustizia.
Molti benpensanti ritengono questi punti demagogici e populisti che non potranno essere attuati perché si intaccherebbero i diritti acquisiti. Questa è una difesa stupida e, nel contempo, labile, poiché sono stati eliminati tanti diritti acquisiti a tutti i lavoratori pubblici e privati che sarebbe superfluo enumerare. Il problema, in Italia, è che quando si cerca di colpire i più protetti si alzano le barricate e si invocano i principi inviolabili della democrazia, mentre quando applicano le leggi per raccogliere fondi per risanare il paese, decadono i diritti acquisiti dalla maggioranza della popolazione, i principi della democrazia e, non c'è verso che si possa fermare la macelleria sociale.

venerdì 3 ottobre 2014

Rivendicazione di un condannato

I condannati in via definitiva rivendicano il diritto al vitalizio. Non mollano la presa, scendono in politica solo per interesse personale e per assicurarsi un sostanzioso vitalizio per aver prestato pochi anni di mal servizio. Dall'articolo de “Ilfattoquotidiano” del 3/10/2014 si può notare la presunzione e l'arroganza del consigliere regionale calabrese della margherita.

Certo, fino a quando gli italiani non si convincono che, l'attività politica deve essere svolta per un periodo transitorio di massimo 2 legislature, al termine del quale, chi si è prestato alla politica, riprende il lavoro precedente e va in pensione da normale cittadino italiano, dopo aver maturato i requisiti previsti dalle leggi vigenti.
Sarebbe assolutamente auspicabile eliminare e con effetto retroattivo:

  • i vitalizi;
  • la doppia e la tripla pensione;
  • la doppia retribuzione;
  • l'indennità di fine mandato parlamentare.

Il vecchio sistema politico è un organismo malato, dove metti il dito sgorga pus. Deve essere assolutamente sostituito con gente capace, onesta, libera da vincoli penali pendenti, con un casellario giudiziario eburneo e senza scheletri nell'armadio.
I cosiddetti nuovi politicanti non sono altro che la continuità del vecchio sistema, provengono dalla stessa scuola, la maggioranza dei quali non ha mai lavorato né ha mai cercato un lavoro.

giovedì 18 settembre 2014

Abolizione dei privilegi della casta

Non basta il dimezzamento dello stipendio come, giustamente, propone il M5S. Purtroppo non esiste in alcun programma di partito la soppressione dell'indennità di fine mandato e l'abolizione della doppia e tripla pensione. Un partito nuovo o vecchio che sia, con maggioranza qualificata, dovrebbe promettere e attivare, una volta al governo del Paese, nei primi 100 giorni, una legge che annullasse questi ed altri privilegi, con effetto retroattivo.
Lo Stato quando è in crisi economica promulga molte leggi, spesso retroattive, imponendo tasse e quant'altro, per prelevare soldi dalle tasche dei cittadini italiani: lavoratori, piccoli imprenditori, partita IVA e pensionati sono avvezzi e vittime, ad un tempo, degli effetti di questi provvedimenti capestro.
Non si capisce il motivo per cui un provvedimento vada bene per la maggioranza dei cittadini e non possa essere applicato per i politicanti super pagati, assenteisti e poco inclini al lavoro.
Non è assolutamente vero che una siffatta legge sia demagogica, populista e poco incisiva. Si potrebbero ricavare molte centinaia di migliaia, se non alcuni milioni di euro che ritornerebbero utili per finanziare alcuni servizi pubblici e/o dare un piccolo reddito alle famiglie indigenti, ai pensionati con reddito miserevole, ai giovani in cerca di occupazione e motivare gli scoraggiati.
In questo Paese ciò che non si fa e, i politici si rifiutano di accettare, è distribuire la ricchezza in modo più uniforme e diffuso.
Bisogna constatare che fino a quando saremo governati da questa classe di politici inetti, spesso corrotti, i problemi resteranno sempre irrisolti, poiché mai proporranno una legge che abolisca i loro privilegi.
Molti parlamentari non hanno mai svolto un lavoro; dopo il mandato politico devono cercarsi un'attività come tutti i normali cittadini e, quelli che lo avevano, possono riprendere la precedente occupazione.
La pensione va erogata e commisurata in funzione dell'impiego lavorativo precedente e agli anni di servizio effettivamente prestati.
La legge deve essere uguale per tutti, senza alcuna distinzione di genere, razza, reddito, impiego e strato sociale di appartenenza.
Le ideologie sono state dissolte, la destra e la sinistra sono la stessa cosa: Renzi e Berlusconi dettano i comandi ai peones parlamentari e si arrogano la presunzione di essere entrambi "deus ex machina". Questi due imbonitori di cianfrusaglie, sono due facce della stessa medaglia, pensano solo a fare i propri interessi.
Il primo ha avuto una carriera professionale impressionante nell'azienda di famiglia, si è fatto assumere con un contratto di lavoro da dirigente solo qualche giorno prima dell'investitura a presidente della provincia, in modo che gli venissero versati i contributi in funzione alla nuova e più onerosa mansione lavorativa. Ovviamente tutto è avvenuto nel rispetto delle leggi vigenti, ma restano seri dubbi sulla buona fede.
Il secondo è entrato in politica per proteggersi dai processi giudiziari pendenti per i suoi trascorsi gestionali e amministrativi poco chiari e, per tutelare le televisioni e i giornali di proprietà.
Purtroppo gli elettori si lasciano abbindolare dalle belle chiacchiere e dalla propaganda subliminale e ingannevole. Non è possibile che un cittadino di normale intelligenza possa continuare a riporre fiducia in soggetti simili e in politicanti che hanno prodotto un debito pubblico, un disastro economico e livelli di disoccupazione e di povertà enormi ed irreversibili.
Un Paese come il nostro con un immenso patrimonio artistico e culturale, unico al mondo, potrebbe garantire molti posti di lavoro qualificati a tante persone, nei musei e nei siti monumentali. Invece, da sempre, i politici parlano solo di aria fritta, ripetono la stessa filastrocca, promettono mari e monti in campagna elettorale, senza mai realizzare nulla.
La loro abilità consiste nel fare promesse da marinaio, togliere sempre più i servizi ai cittadini, aumentare le tasse, conferire incarichi pubblici, ben remunerati, ai loro amici, assegnare appalti alle imprese compiacenti e finanziare i propri partiti di appartenenza.
Questa classe di politicanti deve essere totalmente sradicata e sostituita: essa non è la soluzione, ma la causa dei problemi che affliggono il nostro Paese.
Chi intende svolgere l'attività politica deve farlo per un periodo di tempo limitato, con dignità, onestà, rigore, autorevolezza e altruismo, anteponendo gli interesse collettivi a quelli individuali.

sabato 20 aprile 2013

L'inciucio dei politicanti

Non bisogna stupirsi se PD e PDL hanno fatto l'inciucio, hanno sostenuto per molto tempo un banchiere che ha impoverito e frustrato le speranze e le aspettative degli italiani. Sembra che l'Italia non possa fare a meno di Napolitano, che ha firmato tutte le leggi vergogna di B., e dei vecchi politicanti che hanno preso in giro i cittadini senza aver mai approvato provvedimenti in favore dei più deboli.

Questi signori, con l'approvazione delle loro leggi, hanno distrutto il ceto medio, hanno favorito l'incremento della disoccupazione giovanile, hanno creato la categoria degli esodati, hanno incrementato il numero degli inoccupati e degli scoraggiati, hanno ridotto il potere d'acquisto dei redditi e delle pensioni, insomma hanno fatto tutto quello che gli italiani mai avrebbe immaginato che potesse verificarsi.

I pessimi politicanti si ripropongono sempre come i salvatori della Patria, fanno finta di non capire che sono loro la malattia del nostro Paese allo stremo, la medicina è la sostituzione radicale di questi politicanti. Abbiamo bisogno di persone corrette, serie, autorevoli e al di sopra delle parti, che antepongono gli interessi collettivi a quelli individuali per risollevare l'Italia da questa agonia che dura da molti anni.

In parlamento abbiamo personaggi che, in vita loro, non hanno mai svolto altra attività se non quella di partito e/o di parlamentare, non hanno la più pallida idea di cosa significhi essere disoccupato, inoccupato o lavorare in ufficio, a scuola, in catena di montaggio, in fonderia, nei campi o percepire, se si è fortunati, poche centinaia o una/due migliaia di euro al mese.

La cosa incredibile è che la maggioranza dei politicanti appartiene alla vecchia generazione, apparentemente si è battuta per migliorare le condizioni economico-sociali del Paese, invece una volta preso i quadri di comando ha dimostrato la propria inettitudine e ha manifestato la propria ingordigia per i soldi e per il potere.

Il PD ha tradito gli ideali, i principi, la buona fede, le coscienze, le aspettative e le speranze di molti elettori che hanno creduto nella linea del partito e nell'onestà dei loro rappresentanti parlamentari. Se fino ad oggi questo partito era considerato moribondo, oggi, con la rielezione di Napolitano e l'inciucio con il PDL, possiamo affermare, senza ombra di dubbio, che i quadri hanno ratificato definitivamente il loro funerale politico e quello del partito.

Non è sufficiente mandarli a casa, è necessario toglierli i privilegi che hanno acquisito, grazie alle leggi che essi stessi hanno approvato. Si dovrebbe iniziare ad ipotizzare e consolidare l'idea, per una società più equa, l'approvazione nei primi 100 giorni, della prossima legislatura, con effetto immediato la:

  • sostituzione del vitalizio destinato ai parlamentati con una pensione ed una liquidazione adeguate agli anni di servizio effettivamente prestati, sulla base della retribuzione di un funzionario dell'amministrazione pubblica (es. dirigente scolastico o funzionario PPAA);
  • eliminazione dei vitalizi di tutti coloro che non hanno maturato i requisiti per la pensione (età anagrafica e anni di contribuzione previsti dalle leggi vigenti): parlamenti, consiglieri e governatori regionali e di quanti godono di questo assurdo e iniquo privilegio;
  • restituzione della indennità di fine mandato di tutti coloro che non avendo i requisiti per la pensione (età anagrafica e anni contribuzione previsti dalle leggi vigenti) hanno percepito dallo Stato l'indennità di buonuscita: parlamenti, consiglieri e governatori regionali e di quanti godono di questo assurdo e iniquo beneficio;
  • eliminazione di tutti i privilegi previsti dalle leggi vigenti: scorta, agevolazione sanitaria, ecc. ecc.

Approvare queste leggi non è fare populismo, né demagogia, ma è un dovere che la costituzione ci impone: TUTTI I CITTADINI SONO UGUALI DAVANTI ALLA LEGGE! Questo concetto deve diffondersi e radicarsi con forza nel pensiero della gente. L'esercizio del parlamentare deve essere transitorio e non a vita; rappresentare il proprio Paese è un ONORE, non un PRIVILEGIO.

Coloro che affermano che ridurre le retribuzioni, le pensioni d'oro, eliminare i benefici, i vitalizi, la doppia pensione non è la panacea, sono in mala fede, poiché difendono se stessi e il proprio stato di privilegiato. Certo, questo è un piccolo risparmio, una goccia d'acqua nell'oceano: tante gocce formano un pantano, tanti pantani formano un pozzo da cui si può attingere acqua per aiutare e dare dignità a chi ha bisogno per sopravvivere.

venerdì 12 aprile 2013

Il grande lavoro dei 10 saggi

I 10 saggi dopo un lungo, estenuante e difficile lavoro, finalmente hanno partorito il topolino. Sono anni che questi signori sono in parlamento o fanno parte della casta, finora non hanno dato alcun contributo positivo; alcuni di loro sono responsabili dello sfascio del Paese. Il documento prodotto è una volgare provocazione per gli esodati, gli scoraggiati, i disoccupati, i pensionati e per tutti coloro che, in poco tempo, sono stati ridotti alla miseria. Molti punti della/e relazione/i confermano la linea di B., di Veltroni, D'Alema e compagnia bella. Continuano a far finta di non capire che la gente ha bisogno di LAVORARE, invece molti italiani continuano a perdere il posto di lavoro, a causa anche della legge Fornero, approvata con orgoglio, dai partiti in cui questi politicanti militano. Basterebbe che eliminassero i vitalizi, le indennità di fine mandato dei parlamentari, consiglieri e presidenti di regioni, riducessero le pensioni d'oro ad un tetto di € 4000 mensili, per recuperare qualche milione di euro per aiutare, temporaneamente, i cittadini ridotti sul lastrico dalla politica economica scellerata montiana. Anche se è una goccia di acqua nell'oceano, poche migliaia di famiglie potrebbero essere aiutate e/o alcuni esodati potrebbero andare in pensione. E' preferibile ed auspicabile dare la pensione ad un esodato che dare il vitalizio ad un Sgarbi, piuttosto che a ad un Zambetti.

venerdì 5 aprile 2013

Indennità fine mandato Zambetti

La regione Lombardia e i lombardi si preparano a pagare all'ex consigliere Zambetti un'indennità di fine mandato, di circa € 250.000, per soli 12 anni di attività, oltre al vitalizio maturato per legge. Se, a questo, consideriamo che ha esercitato nel peggior modo possibile il suo mandato di parlamentare regionale, allora il quadro si completa.

Un lavoratore italiano, se matura la pensione, per ricevere una liquidazione così cospicua dovrebbe vivere almeno 4 volte. Lo Stato italiano è come madre natura, comprensiva, benevola e indulgente con i più fortunati, mentre è crudele, selvaggia, cattiva e meschina con chi ha meno ed è più debole. Contro madre natura non possiamo opporci, poiché non esistono strumenti adeguati per difenderci, invece contro queste ingiustizie sociali possiamo reagire e cercare di correggere le iniquità che offendono la dignità della maggioranza, dei più deboli e degli indifesi.

Non si può accettare che un parlamentare, un consigliere regionale, un boiardo di Stato, percepiscano liquidazioni milionarie e vitalizi e/o pensioni d'oro. Non è vero che togliere questi privilegi si risparmia poco e che coloro che sostengono questa tesi sono dei populisti, dei demagoghi, degli opportunisti e/o dei comunisti; con i soldi che si risparmierebbe, da questi tagli, si potrebbero pagare le pensioni agli esodati e/o dare ai disoccupati o a chi è in cerca di occupazione un reddito di cittadinanza. Inoltre, se lo Stato facesse pagare le tasse ai molti, tanti evasori fiscali, le condizioni economiche di molti cittadini italiani migliorerebbero di quel poco per consentirgli di vedere un futuro meno cupo.

Dai nostri politicanti è assai inverosimile che ci si possa aspettare che facciano una legge che abolisca i propri privilegi; purtroppo nel M5S non ho visto nel programma l'abolizione della liquidazione e dei vitalizi dei parlamentari, presidenti/consiglieri regionali e tutti coloro che che godono di questi privilegi.

Sono sempre più convinto che un movimento/partito politico debba riportare nel proprio programma questo punto e battersi con forza affinché venga approvata la legge, nei primi 100 giorni della nuova legislatura parlamentare, che abolisse questi assurdi iniqui privilegi della casta. Sarebbe un segnale di cambiamento radicale, importante e significativo.

domenica 11 novembre 2012

Svolta democratica e radicale

Questo Governo non fa gli interessi del Paese, ma solo quelli delle categorie meno svantaggiate e delle Banche. Vedere sfilare lavoratori esodati, lavoratori licenziati e precari dà molta tristezza e provoca un senso di scoramento e un sentimento di rabbia, poiché un Governo degno di questo nome dovrebbe lottare fino allo stremo per tutelare gli interessi dei più deboli e indifesi. In un momento di crisi non si lasciano a casa i lavoratori, non si taglia il finanziamento alla istruzione e alla sanità pubbliche,ma si tagliano le spese inutili: armamenti, pensioni baby, vitalizi e opere pubbliche faraoniche inutili e fuori dal tempo. Purtroppo, fino a quando ci saranno i banchieri al Governo e gli attuali partiti che sostengono questo esecutivo, l'Italia procederà di male in peggio. Una brava casalinga avrebbe gestito molto meglio questa pesante crisi economica, avrebbe tagliato come, di solito fa nella gestione della casa, tutti i rami secchi e gli stipendi milionari dei politici, dei boiardi di Stato e dei manager di imprese pubbliche. Non è vero che si ricaverebbe ben poco da misure di questa fatta, sarebbe un segnale molto bello che potrebbe portare nelle casse dello Stato un bel gruzzolo di euro e dare un segnale di cambiamento incoraggiante. Di solito, in una famiglia sono i genitori che danno l'esempio ai propri figli, con gesti corretti ed educativi. Ho sempre votato PCI, PDS, Rifondazione Comunista e DS, ora mi rifiuto persino di ascoltare e/o di leggere le interviste fatte ai politici di questi partiti, poiché hanno avuto tante possibilità per cambiare le regole del gioco, invece hanno difeso solo i loro cadreghini. Si sono sempre limitati a dire che la situazione economica del momento, era tale per cui non c'erano i presupposti per fare dei cambiamenti e migliorare le condizioni dei lavoratori. Hanno preso in giro tutti coloro che li hanno votati, non meritano più fiducia. Sfortunatamente tutti i politici/politicanti, anche se non saranno più rieletti, maturano ingiustamente, solo dopo pochi anni di attività parlamentare, il vitalizio. Molti degli attuali politici non hanno mai lavorato in vita loro, hanno solo fatto politica ed è assolutamente insopportabile che debbano percepire la cospicua pensione. Sarebbe auspicabile e giusto che andassero in quiescenza solo dopo aver maturato i requisiti previsti dalle leggi, che essi stessi hanno approvato per gli onesti cittadini italiani. Cari concittadini solo noi, attraverso il voto, possiamo cambiare la sorte di questo meraviglioso Paese. Mandiamo a casa tutti i politicanti di professione, diamo una sterzata radicale al modo di far politica, intesa come tutela e difesa del bene collettivo.

mercoledì 17 ottobre 2012

Nuova Rinascita Democratica: Apologo sull’onestà

Nuova Rinascita Democratica: Apologo sull’onestà: Sembra scritto oggi! Si attaglia molto bene alla nostra realtà. Apologo sull’onestà nel paese dei corrotti di Italo Calvino* C’era un pa...

Apologo sull’onestà

Sembra scritto oggi! Si attaglia molto bene alla nostra realtà.

Apologo sull’onestà nel paese dei corrotti

di Italo Calvino*
C’era un paese che si reggeva sull’illecito. Non che mancassero le leggi, né che il sistema politico non fosse basato su principi che tutti più o meno dicevano di condividere. Ma questo sistema, articolato su un gran numero di centri di potere, aveva bisogno di mezzi finanziari smisurati (ne aveva bisogno perché quando ci si abitua a disporre di molti soldi non si è più capaci di concepire la vita in altro modo) e questi mezzi si potevano avere solo illecitamente cioè chiedendoli a chi li aveva, in cambio di favori illeciti. Ossia, chi poteva dar soldi in cambio di favori in genere già aveva fatto questi soldi mediante favori ottenuti in precedenza; per cui ne risultava un sistema economico in qualche modo circolare e non privo d’una sua armonia.

Nel finanziarsi per via illecita, ogni centro di potere non era sfiorato da alcun senso di colpa, perché per la propria morale interna ciò che era fatto nell’interesse del gruppo era lecito; anzi, benemerito: in quanto ogni gruppo identificava il proprio potere col bene comune; l’illegalità formale quindi non escludeva una superiore legalità sostanziale. Vero è che in ogni transizione illecita a favore di entità collettive è usanza che una quota parte resti in mano di singoli individui, come equa ricompensa delle indispensabili prestazioni di procacciamento e mediazione: quindi l’illecito che per la morale interna del gruppo era lecito, portava con se una frangia di illecito anche per quella morale. Ma a guardar bene il privato che si trovava a intascare la sua tangente individuale sulla tangente collettiva, era sicuro d’aver fatto agire il proprio tornaconto individuale in favore del tornaconto collettivo, cioè poteva senza ipocrisia convincersi che la sua condotta era non solo lecita ma benemerita.

Il paese aveva nello stesso tempo anche un dispendioso bilancio ufficiale alimentato dalle imposte su ogni attività lecita, e finanziava lecitamente tutti coloro che lecitamente o illecitamente riuscivano a farsi finanziare. Perché in quel paese nessuno era disposto non diciamo a fare bancarotta ma neppure a rimetterci di suo (e non si vede in nome di che cosa si sarebbe potuto pretendere che qualcuno ci rimettesse) la finanza pubblica serviva a integrare lecitamente in nome del bene comune i disavanzi delle attività che sempre in nome del bene comune s’erano distinte per via illecita. La riscossione delle tasse che in altre epoche e civiltà poteva ambire di far leva sul dovere civico, qui ritornava alla sua schietta sostanza d’atto di forza (così come in certe località all’esazione da parte dello stato s’aggiungeva quella d’organizzazioni gangsteristiche o mafiose), atto di forza cui il contribuente sottostava per evitare guai maggiori pur provando anziché il sollievo della coscienza a posto la sensazione sgradevole d’una complicità passiva con la cattiva amministrazione della cosa pubblica e con il privilegio delle attività illecite, normalmente esentate da ogni imposta.

Di tanto in tanto, quando meno ce lo si aspettava, un tribunale decideva d’applicare le leggi, provocando piccoli terremoti in qualche centro di potere e anche arresti di persone che avevano avuto fino a allora le loro ragioni per considerarsi impunibili. In quei casi il sentimento dominante, anziché la soddisfazione per la rivincita della giustizia, era il sospetto che si trattasse d’un regolamento di conti d’un centro di potere contro un altro centro di potere. Cosicché era difficile stabilire se le leggi fossero usabili ormai soltanto come armi tattiche e strategiche nelle battaglie intestine tra interessi illeciti, oppure se i tribunali per legittimare i loro compiti istituzionali dovessero accreditare l’idea che anche loro erano dei centri di potere e d’interessi illeciti come tutti gli altri.

Naturalmente una tale situazione era propizia anche per le associazioni a delinquere di tipo tradizionale che coi sequestri di persona e gli svaligiamenti di banche (e tante altre attività più modeste fino allo scippo in motoretta) s’inserivano come un elemento d’imprevedibilità nella giostra dei miliardi, facendone deviare il flusso verso percorsi sotterranei, da cui prima o poi certo riemergevano in mille forme inaspettate di finanza lecita o illecita.

In opposizione al sistema guadagnavano terreno le organizzazioni del terrore che, usando quegli stessi metodi di finanziamento della tradizione fuorilegge, e con un ben dosato stillicidio d’ammazzamenti distribuiti tra tutte le categorie di cittadini, illustri e oscuri, si proponevano come l’unica alternativa globale al sistema. Ma il loro vero effetto sul sistema era quello di rafforzarlo fino a diventarne il puntello indispensabile, confermandone la convinzione d’essere il migliore sistema possibile e di non dover cambiare in nulla.

Così tutte le forme d’illecito, da quelle più sornione a quelle più feroci si saldavano in un sistema che aveva una sua stabilità e compattezza e coerenza e nel quale moltissime persone potevano trovare il loro vantaggio pratico senza perdere il vantaggio morale di sentirsi con la coscienza a posto. Avrebbero potuto dunque dirsi unanimemente felici, gli abitanti di quel paese, non fosse stato per una pur sempre numerosa categoria di cittadini cui non si sapeva quale ruolo attribuire: gli onesti.

Erano costoro onesti non per qualche speciale ragione (non potevano richiamarsi a grandi principi, né patriottici né sociali né religiosi, che non avevano più corso), erano onesti per abitudine mentale, condizionamento caratteriale, tic nervoso. Insomma non potevano farci niente se erano così, se le cose che stavano loro a cuore non erano direttamente valutabili in denaro, se la loro testa funzionava sempre in base a quei vieti meccanismi che collegano il guadagno col lavoro, la stima al merito, la soddisfazione propria alla soddisfazione d’altre persone. In quel paese di gente che si sentiva sempre con la coscienza a posto loro erano i soli a farsi sempre degli scrupoli, a chiedersi ogni momento cosa avrebbero dovuto fare. Sapevano che fare la morale agli altri, indignarsi, predicare la virtù sono cose che trovano troppo facilmente l’approvazione di tutti, in buona o in malafede. Il potere non lo trovavano abbastanza interessante per sognarlo per sé (almeno quel potere che interessava agli altri); non si facevano illusioni che in altri paesi non ci fossero le stesse magagne, anche se tenute più nascoste; in una società migliore non speravano perché sapevano che il peggio è sempre più probabile.

Dovevano rassegnarsi all’estinzione? No, la loro consolazione era pensare che così come in margine a tutte le società durante millenni s’era perpetuata una controsocietà di malandrini, di tagliaborse, di ladruncoli, di gabbamondo, una controsocietà che non aveva mai avuto nessuna pretesa di diventare la società, ma solo di sopravvivere nelle pieghe della società dominante e affermare il proprio modo d’esistere a dispetto dei principi consacrati, e per questo aveva dato di sé (almeno se vista non troppo da vicino) un’immagine libera e vitale, così la controsocietà degli onesti forse sarebbe riuscita a persistere ancora per secoli, in margine al costume corrente, senza altra pretesa che di vivere la propria diversità, di sentirsi dissimile da tutto il resto, e a questo modo magari avrebbe finito per significare qualcosa d’essenziale per tutti, per essere immagine di qualcosa che le parole non sanno più dire, di qualcosa che non è stato ancora detto e ancora non sappiamo cos’è.


* da Repubblica, 15 marzo 1980 e in “Romanzi e racconti, volume terzo, Racconti e apologhi sparsi”, Meridiani, Mondadori

domenica 14 ottobre 2012

Abolizione della Pensione baby

Dopo tutta questa commistione di corruzione, malaffare, latrocinio di denaro pubblico e connivenze di alcuni politicanti di professione con personaggi poco raccomandabili, la politica continua a tergiversare e a scaricare le responsabilità sui singoli. Non è più accettabile che due Presidenti di Regioni importanti continuino a restare ancora in sella ad un cavallo ormai morto. Le opposizioni fanno sfoggio della solita retorica puritana senza un costrutto concreto, poiché anch'esse hanno molti scheletri negli armadi. Serve una svolta radicale e repentina nel modo di fare politica, bisogna anteporre gli interessi generali a quelli personali o di bottega. Sono sufficienti due mandati, dopo i quali il politico riprende la propria attività lavorativa e va in quiescenza, come tutti gli altri lavoratori italiani, dopo aver maturato i requisiti previsti dalle leggi vigenti. Si potrebbe e si dovrebbe eliminare le pensioni baby dei parlamentari, dei consiglieri regionali, dei boiardi di Stato e di tutti coloro che godono di questi privilegi, nonché abolire il doppio/triplo (cospicuo) compenso che può essere la pensione o altro beneficio. Non è tollerabile che ci siano persone che guadagnano, tra stipendio e indennità varie, diverse decine di migliaia di euro mensile e, lavoratori che percepiscono poche centinaia di euro. Questo è un Paese democratico solo sulla carta, nei fatti dimostra di essere esattamente il contrario; si penalizzano le persone che percepiscono redditi bassi, se sono fortunati di avere un lavoro, e si umiliano nella loro dignità i ceti meno abbienti. Non ho ascoltato da nessun segretario di partito né dal M5S affermare che, nel caso di vittoria alle prossime politiche, verranno aboliti questi privilegi nei primi 100 giorni della legislatura. Bisogna impartire alla casta la buona educazione, il rispetto della dignità dei più deboli, l'onestà e l'eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. La società è un insieme di anelli che operano per la coesione e per il benessere della collettività; se questo forte legame che ci tiene uniti viene meno, allora si creano le iniquità e le differenze incolmabili tra i privilegiati e le classi più indigenti del Paese. Per realizzare questo disperato sogno è indispensabile azzerare l'attuale casta e l'inetta classe politica, oramai sfiduciata dal Popolo italiano. E' un'utopia che potrebbe realizzarsi se quel 35/40% della popolazione che, di solito non va a votare, si turasse il naso e si recasse al seggio elettorale, anche solo per annullare il voto. Non è vero che tutti sono uguali: non si può giudicare, né diffidare di una persona che non ha mai avuto militanza politica e ha una fedina penale eburnea.

domenica 30 settembre 2012

La grande accozzaglia

Le elezioni si stanno avvicinando e, contestualmente gli accordi fra i navigati leader politici, dei diversi schieramenti, si fanno sempre più incessanti. Essi propongono alla guida del Paese un banchiere che ha affamato i lavoratori, i pensionati e ha tartassato gli imprenditori onesti, i quali fanno salti mortali per salvare le proprie aziende. Purtroppo non si rendono conto che il danno che hanno prodotto è irreversibile se saranno loro a governare il nostro Paese. Bisogna che il popolo faccia capire ai politicanti improvvisati e ai loro sodali che i radicati privilegi non hanno più ragione di essere. Bisogna tagliare nettamente e con effetto retroattivo le pensioni baby, i vitalizi, la seconda e la terza pensione, gli stipendi d'oro o altre indennità o diavoleria varie, validi soltanto per i soliti protetti. Ascoltare i politicanti nostrani affermare che, i vitalizi sono stati aboliti e, che anche per loro è stato introdotto il metodo contributivo, mi sembra una presa per i fondelli. Un cittadino lavoratore va in pensione dopo aver maturato i requisiti previsti dalle leggi e, se non raggiunge gli anni di contribuzione, pur avendo l'età anagrafica, la pensione gli viene brutalmente decurtata. Ebbene non si capisce perché i parlamentari e i consiglieri regionali non debbano seguire questa direttiva: la legge è uguale per tutti, non solo per il popolo sovrano (?). In questi giorni abbiamo letto sui giornali e, ascoltato in televisione, lo scandalo dei consiglieri della Regione Lazio, le loro indecorose giustificazioni, nonché le invettive della Governatrice, ex sindacalista, Polverini. Mentre, noi cittadini, siamo strozzati dalle tasse, i consiglieri regionali sbafa(va)no ostriche e brinda(va)no con champagne, dilapidando i soldi pubblici. La Regione Lazio è solo la punta dell'iceberg, sembra che tutto sia avvenuto improvvisamente e all'insaputa di chi doveva vigilare e approvare certi ameni e odiosi provvedimenti. Per fortuna, in Italia abbiamo ancora corpi dello Stato sani e onesti che controllano e reprimono, fin dove possono, questi mascalzoni arruffoni. Serve una vera pulizia in tutti gli apparati dello Stato; non è ammissibile che si candidino persone con precedenti penali o con condanne definitive. Chi si candida deve essere immacolato, pulito e senza scheletri nell'armadio, non si può accettare in Parlamento, in Regione, in provincia e in Comune o in un ente pubblico chi ha condanne penali definitive o pendenti. Ormai è noto a tutti che, coloro che si candidano in politica, lo fanno solo per proprio interesse personale e/o familiare; in questi ultimi 20 anni abbiamo raccolto una casistica abbastanza corposa e molto esaustiva al riguardo. Bisogna assolutamente andare a votare, poiché serve un cambio netto e radicale. Non ci devono essere più politici di professione, ma persone che si prestino alla politica, in modo transitorio, per un massimo di 2 legislature, dopo le quali riprendano la propria attività professionale. Altro punto dolente è che, la maggior parte dei politici è costituita da avvocati, da numerosi medici, da ingegneri, da tantissimi filosofi, da pochi insegnanti – che ignorano la propria categoria di appartenenza -, da magistrati e da professionisti vari, dotati di cospicui mezzi finanziari; sono escluse e non rappresentate molte categorie della società civile del Paese. Un cittadino/elettore dovrebbe chiedersi come mai questi signori spendono centinaia di migliaia di euro per finanziare la propria campagna elettorale, ci deve essere un tornaconto e qual è il loro interesse. Un imprenditore se investe € 100 deve avere un ritorno molto maggiore, altrimenti l'impresa che dirige fallisce prima di nascere. Un politico per ricavare più di quanto ha investito cosa deve fare? La risposta viene da sé, non c'è bisogno di fare elucubrazioni mentali. É notorio il detto: in tutti gli ambienti ci sono le mele marce. Questo vuol dire che nella magistratura, nel pubblico impiego, nel privato ci sono delle persone che non fanno il proprio dovere: le mele marce sono poche ed individuabili. Non si può affermare questo concetto per i politici, poiché è diffusa la concezione che non tutti i politici sono corrotti e/o disonesti: ci sono persone perbene (poche) che adempiono correttamente il proprio dovere. Serve, pertanto, una sterzata radicale e immediata per ripristinare un rapporto di fiducia tra elettori ed eletti, in modo che ci sia rispetto e considerazione per chi si sacrifichi e si batta per migliorare le condizioni di vita della collettività. È auspicabile che alle prossime elezioni politiche avvenga una morbida palingenesi generazionale politica e democratica, per ripristinare i diritti/doveri di tutti i cittadini di fronte alla legge e l'annullamento, nel più breve tempo, della classe politica di professione che tanto danno ha provocato alla nostra società.

domenica 22 luglio 2012

Una speranza che potrebbe diventare realtà

Viviamo in un Paese in cui la classe politica, ben remunerata, è sempre più radicata e legata alla poltrona del potere, gli amici dei politicanti sono regolarmente sistemati nei posti più ambiti e molto ben remunerati, gli evasori fiscali circolano liberamente, indisturbati e protetti, la delinquenza organizzata prospera e accumula sempre più ricchezza, mentre invece il popolo esangue, paga, soffre in silenzio e continua a subire pedissequamente le intollerabili ingiustizie sociali che si consumano quotidianamente.

In nome del mercato ( speculatori ed evasori fiscali) questo Governo di banchieri, appoggiato e sostenuto da una classe politica connivente, inetta e corrotta sta impoverendo sempre più i ceti meno abbienti, i lavoratori onesti e quanti svolgono il proprio dovere con rettitudine e dedizione. Le regole democratiche sono in discussione, poiché la legge non è uguale per tutti: per i politici, per la cricca e per i furbetti del quartierino è meno uguale.

Certo non è come nel dimenticato ventennio, quando gli oppositori venivano fatti sparire fisicamente, oggi si usa un metodo più elegante, si taccia il dissidente con infamia e lo si addita come golpista, qualunquista, populista, antipolitico o comunista, cercando di metterlo al ludibrio pubblico lanciandogli addosso fango avvelenato.

È sorprendente e paradossale come gli attuali partiti dell’arco costituzionale, di fronte a questo tsunami politico ed economico continuino ancora a rimanere inchiodati al potere.

La gente dovrebbe essere disgustata e nauseata di vedere le facce dei soliti politicanti, purtroppo da molti, troppi lustri, mostrarsi in televisione e sentirli raccontare, prime delle elezioni, sempre la solita monotona tiritera: finanzieremo la scuola pubblica statale, invece finanziano quella privata, finanzieremo la ricerca scientifica, invece i giovani ricercatori sono costretti ad andare all’estero, potenzieremo i mezzi e le risorse per la magistratura e per le forze dell’ordine, invece tagliano risorse e mezzi ad entrambi i corpi, combatteremo la mafia, invece la mafia detta le leggi e le regole ai politicanti, combatteremo gli evasori fiscali, invece questi portano indisturbati i soldi dello Stato (i nostri soldi) nei paradisi fiscali, aumenteremo gli stipendi dei lavoratori e le pensioni minime, invece tagliano posti di lavoro e salassano i lavoratori e i pensionati.

Il tempo verbale che usano è sempre il futuro; il presente è solo per loro che ingrassano sempre più e rafforzano i loro legami di conoscenze e di protezione. I politicanti di professione devono essere licenziati e messi in pensione solo dopo aver maturato i requisiti previsti dalle leggi, che essi stessi hanno approvato per la plebe.

Molti di questi signori non hanno mai lavorato in vita loro, non sanno cosa significhi essere disoccupato, precario, cassaintegrato o come si fa a sopravvivere con poche centinaia di euro al mese.

A partire dalla prossima legislatura dovrebbe essere prioritario sanate le ingiustizie che continuano a consumarsi da tantissimi anni nel nostro Paese e, che offendono la dignità e l’intelligenza delle persone perbene.

Basterebbe correggere solo pochissime iniquità, ma estremamente significative per dare un segnale di svolta e di rottura con il passato e con l’attuale classe politica, ormai obsoleta e fuori dalla realtà:

  1. abolire le pensioni baby dei parlamentari, dei consiglieri regionali e di tutti coloro che, per effetto delle leggi in vigore, godono di questo assurdo privilegio e con effetto retroattivo;
  2. abolire la seconda e la terza pensione;
  3. ridurre drasticamente e con effetto immediato gli stipendi degli amministratori del cda della RAI, dei boiardi di Stato e dei manager di imprese Statali e parastatali;
  4. fissare un tetto massimo delle pensioni di € 5000-6000 netti mensile;
  5. abolire qualsiasi vitalizio e/o privilegio in essere che non è contemplato per gli altri cittadini italiani;
  6. rendere operative le leggi contro i grossi evasori fiscali con applicazione di pene detentive e confisca dei beni fino al risarcimento del danno arrecato allo Stato, più gli interessi maturati, come di norma avviene nei Paesi democratici del Nord-Europa;
  7. confisca immediata dei beni acquisiti illegalmente fino a quando i possessori, i loro parenti e i loro prestanome non dimostrino la liceità della provenienza.

Non è vero che da questi provvedimenti si ricaverebbero delle briciole, questi risparmi potrebbero servire per dare un sussidio, anche simbolico, ai disoccupati, agli inoccupati e a tutti coloro che hanno difficoltà anche per la normale sopravvivenza quotidiana oppure potrebbero essere utilizzati per finanziare la sanità, la ricerca, la scuola pubblica statale o la magistratura, ecc. ecc.

Un nuovo Parlamento di forze giovani è auspicabile e necessario, per realizzare questo meraviglioso sogno della stragrande maggioranza degli italiani e, sarebbe possibile sin nei primi 100 giorni della prossima legislatura.

La realizzazione di questi 5 punti e, il contestuale azzeramento dell’attuale classe politica, potrebbe rappresentare per noi, comuni mortali: a. la più grande rivoluzione democratica mai avvenuta sulla faccia della terra; b. la migliore opera di correzione più umiliane e di espiazione che si potrebbe infliggere alla casta avida di potere e di denaro.

Per il momento, si può solo fantasticare con la mente, sono solo idee peregrine. Purtroppo, la politica di questi sovrani è sempre stata quella di promettere mari e monti e di creare attorno a sé una vasta rete di clientelismo politico e di consociativismo molto forti ed estremamente radicati su tutto il territorio nazionale che li protegge e li sostiene elettoralmente.

domenica 1 luglio 2012

I have a dream

Mi piacerebbe vedere molti degli attuali politicanti disoccupati o precari e senza pensione baby, né vitalizi. Sarei altrettanto felice se nel programma del M5S venisse inserito come punto fermo, l'abolizione di questi privilegi nei primi 100 giorni della prossima legislatura. Tutti i cittadini devono andare in quiescenza dopo aver maturato i requisiti previsti dalle leggi vigenti. E' offensivo per un lavoratore dipendente, un esodato, un disoccupato, uno scoraggiato, un giovane laureato con master e specializzazioni varie, subire l'ingiustizia di lavorare con contratti capestro e, con la certezza di non raggiungere la pensione e, contestualmente accettare impotenti che, i signori politicanti percepiscano un cospicuo vitalizio per aver frequentato, per pochi anni, il Parlamento italiano: Gelmini, Berlusconi, Veltroni, D’Alema, Scilipoti, Bossi, Casini, Rutelli, Fini, ecc. Questi individui non hanno mai lavorato nella loro vita e non sanno cosa significhi sopravvivere con poche centinaia di euro al mese. L'attuale classe di politicanti deve essere assolutamente azzerata e licenziata prima possibile. Ha distrutto il nostro Paese, ha affamato il popolo ed arricchito gli evasori fiscali e le organizzazioni mafiose.

domenica 26 febbraio 2012

Finalmente ingiustizia è fatta

Ancora una volta la prescrizione salva dalla condanna il solito noto, il quale con la sua schiera di avvocati prezzolati cantano come sirene stonate il solito refrain fino allo sfinimento, al fine di convincere i molti, troppi elettori sprovveduti e/o in malafede.
Pensare che questo signore potrà, con l’appoggio della quasi totalità degli schieramenti politici, essere il nostro probabile prossimo capo di Stato. Questa idea fa rabbrividire e mette in forte disagio e allo sberleffo i cittadini italiani perbene, i quali si sentono disarmati e sfiniti per non poter cambiare le sorti della storia del Paese. Sono anni che subiamo, in modo pedissequo e con molta rassegnazione, violenza psicologica, vessazioni, menzogne, narrazioni miracolistiche, promesse e, prese per i fondelli. Ciò sta avvenendo in attesa del Papa Nero.
Non abbiamo bisogno di una guida, perché le guide portano male, la storia insegna. Quando si delega un soggetto alla guida del Paese, aumentano i disastri e le sciagure per la quasi totalità dei cittadini, a vantaggio di una piccola minoranza costituita di corrotti, depravati e soggetti privi di scrupoli.
Impariamo a leggere la nostra storia nazionale contemporanea.
Oggi stiamo male perché la classe politica ha approfittato della ricchezza dello Stato, facendo pagare con tasse e riduzione dei salari tutti i cittadini e, penalizzando sempre più le famiglie, i giovani, i disoccupati e i cosiddetti scoraggiati.
Rendiamoci conto che il Papa Nero siamo noi; solo se ci uniamo possiamo mandare a lavorare tutti i politicanti, i quali non hanno mai esercitato un’attività professionale, se non attraverso il partito di appartenenza o quella di Parlamentare.
Uniti, possiamo eliminare la professione di Parlamentare, la pensione baby e i vitalizi legati a questa attività e, con effetto retroattivo.
Il ruolo del Parlamentare deve diventare una funzione nobile, rispettabile e onorevole. Scegliamo i nostri rappresentanti solo per 2 (due) legislature, dopo le quali essi riprenderanno la propria attività lavorativa e andranno in quiescenza quando avranno maturato i requisiti previsti dalle leggi vigenti, con retribuzione adeguata ai contributi versati.
Questa regola deve essere estesa a tutti i cittadini italiani senza distinzione alcuna. Non è accettabile che ci siano privilegiati che continuano a percepire la pensione e il sostanzioso e, ingiusto, vitalizio.
Non dovremmo più prescindere dai seguenti obblighi per i parlamentari nazionali, regionali e provinciali, per presidenti di Regione e di Provincie (le Provincie meglio se eliminate):
  • Vincolo di soli 2 mandati;
  • Adeguamento delle retribuzione dei politici agli standard europei;
  • Abolizione di qualsiasi vitalizio con effetto retroattivo;
  • Abolizione di doppie, triple, quadruple, ecc. retribuzioni stipendiali;
  • Divieto di esercitare un mandato in un partito/movimento diverso da quello per cui sono stati eletti;
  • Abolizione della indennità di primo ministro, ministro, sottosegretario, presidente di commissione e di qualsiasi altro incarico pubblico e/o privato;
  • Approvazione legge contro l’evasione fiscale: confisca beni e pene detentive;
  • Reddito minimo garantito per cassa-integrati, senza lavoro e scoraggiati;
  • Incremento dei redditi minimi a € 13.000 netti per le famiglie meno abbienti;
  • Reddito minimo garantito di € 500 per i giovani in cerca di prima occupazione.
Sarebbe auspicabile vedere dietro la scrivania di un ufficio un parlamentare veterano sbrigare le pratiche amministrative o guidare un camion o insegnare in una scuola di frontiera o lavorare in una panetteria o dietro lo sportello di una banca o di un ufficio postale oppure, in fabbrica, alla catena di montaggio o raccogliere nei campi i pomodori. Solo quando riusciremo a realizzare questo sogno potremo dire di aver raggiunto la pienezza di uno Stato veramente democratico.

martedì 3 gennaio 2012

Le intenzioni dei politicanti di professione

Non aspettiamoci niente di buono e di nuovo dai nostri politicanti di professione. Molti di essi non hanno mai lavorato e non sanno cosa significa lavorare e sopravvivere con uno stipendio o una pensione da fame che vengono sempre più ridotti dalle tasse. Serve un nuovo movimento politico che si batta per:
1. dimezzare il numero dei parlamentari;
2. adeguare lo stipendio dei parlamentari agli standard europei;
3. eleggibilità per massimo 2 mandati parlamentari;
4. abolire i vitalizi e i doppi/tripli compensi stipendiali e/o pensioni;
5. eliminare le liquidazioni di centinaia di migliaia di euro o milionarie di manager pubblici;
6. fissare un tetto massimo per le pensioni: € 5000/€ 6000 mensile;
7. promulgare e applicare serie leggi detentive per combattere l'evasione fiscale;
8. confiscare e socializzare i beni acquisiti illegalmente;
9. raddoppiare le pensioni minime;
10. garantire ai giovani in cerca di lavoro e ai disoccupati un stipendio minimo garantito.

domenica 27 novembre 2011

Tecnici o politici: qual è la differenza

Monti, Berlusconi, Bersani, Fini, Casini e compagnia bella sono tutti uguali, sembrano fatti con lo stampino. L’unica variante è la modalità di dialogo e di confronto con l’interlocutore, persuasivo o aggressivo, ma la sostanza non cambia.
Il programma è spremere fino all’osso i soliti noti che puntualmente pagano le tasse, i quali con le loro magre retribuzioni, continuano a non arrivare alla fine del mese.
I nostri governanti non sono ancora soddisfatti di come sono stati tartassati i cittadini onesti e perbene, vogliono ulteriormente far pagare la crisi economica che, anche i politici hanno determinato, incrementano le tasse, aumentano l’IVA e, di conseguenza , i prezzi al consumo, riducono la 13a mensilità, bloccano gli aumenti salariali e le pensioni, aumentano l’età pensionabile e la disoccupazione giovanile, introducono l’ICI anche sull’abitazione principale con il contestuale adeguamento dell’estimo catastale secondo il valore commerciale dell’immobile.
Purtroppo, quest’ultimo provvedimento, secondo il nuovo governo, sostenuto dai mostri imbiancati, deve essere assolutamente trasformato in legge per pochi miliardi di euro, poiché ai possessori e proprietari di auto di grosse cilindrate, di natanti, di aeromobili, di ville, di immobili vari e di denaro depositato in Svizzera o in altri paradisi fiscali, non si può chiedere di contribuire al risanamento del Paese perché hanno molte spese da sostenere e non si può pretendere che paghino pure le tasse.
Elencare tutto ciò che questo governo intende realizzare, a danno dei soliti cittadini, possiamo, per ora, solo immaginarlo.
Mentre noi tutti, soliti noti, dobbiamo stringere la cinghia, i politicanti percepiscono redditi altissimi e al di fuori della realtà. Purtroppo non temono la vergogna; quando qualche giornalista nei vari talkshow parla di eliminare i privilegi della casta, i politici si astengono dal fare qualsiasi commento al riguardo, tutto gli scivola addosso, sembra come se l’argomento non riguardasse loro.
Dal 2001, anno in cui l’euro ha fatto il suo esordio, le retribuzioni e i risparmi sono stati erosi in modo incredibile e la ricchezza si è trasferita dalle classi meno abbienti ad un piccola minoranza di disonesti, corrotti, speculatori che detengono la maggioranza della ricchezza del Paese.
Tutto questo è potuto succedere perché la classe politica ha sostenuto e favorito in modo vergognoso questo trasferimento unilaterale di risorse.
Viste le premesse, il nuovo governo non farà altro che continuare a soddisfare le desiderata di chi l’ha preceduto per assicurarsi l’appoggio per la propria sopravvivenza. In questo modo tutti saranno soddisfatti e contenti di non aver adottato provvedimenti draconiani e, nello stesso tempo, toglie le castagne dal fuoco a tutti gli schieramenti politici.
In Italia, oggi, chi ha l’opportunità di avere voce sui media, oltre ai neo ministri e politicanti, economisti di regime, pennivendoli e pseudointellettuali non fanno altro che diffondere terrorismo psicologico.
Sembra di vedere un branco di bestie feroci che azzannano la preda fino a consumare gli ultimi brandelli di carne: governo, politicanti, confindustria e sindacati conniventi, uniti come non mai, nell’innalzare l’età pensionabile uguale per tutti a 63/67 o 65 anni. Se attuato, questo provvedimento infame sarebbe un danno enorme per tutti i lavoratori, giovani e meno giovani, per i quali la pensione, visti gli attuali contratti di lavoro atipici, sarebbe solo un sogno irraggiungibile.
Invece di ridurre drasticamente le pensioni d’oro e adottare il metodo retributivo per tutti i pensionandi, questi signori si accaniscono, sempre più, sui lavoratori onesti, riducendo i diritti dei più tutelati, mentre sarebbe più indicato migliorare i diritti di quelli privi di protezione.
Questa classe politica è inetta, impresentabile, ingiustificabile, inaffidabile e improduttiva.
È difficile individuare un partito di cui fidarsi; è come chiedere alla lepre se preferisce il lupo o la volpe.
Le vere riforme strutturali sono la caccia all’evasione fiscale e alle proprietà acquisite indebitamente, nonché l’applicazione di una equa patrimoniale sulle grandi ricchezze.
Solo dopo questi provvedimenti si potrebbe pensare di chiedere al popolo di fare un ulteriore sacrificio per il bene del Paese.
Questi cambiamenti possono essere fatte da persone serie, con idee sane e giovani, che abbiano voglia di lavorare, che mettano da parte le ambizioni personali e che abbiano come unico scopo il bene della collettività.

sabato 26 novembre 2011

Petizione abolizione della pensione baby dei parlamentari

Le adesioni alla petizione sull’abolizione della pensione baby dei parlamentari aumentano sempre più. Siamo stufi di aver subito e sopportato per molti, troppi anni le arroganze, le menzogne e le prese per i fondelli dei politicanti da strapazzo, compensati con stipendi, vitalizi e benefit vari molto onerosi per le casse dello Stato.
L’obiettivo deve essere quello di mandarli a casa, che riprendano l’attività lavorativa lasciata prima dell’esperienza politica, semmai l’abbiano avuta. Il nostro proposito è quello di abolire le loro baby pensioni e i loro vitalizi con effetto retroattivo. Devono restituire allo Stato italiano quanto hanno preso ingiustamente, dando loro, tuttavia, la possibilità di pagare il dovuto in modo dilazionato come spesso avviene, per tutti i lavoratori italiani.
Dobbiamo pianificare l’organizzazione di un movimento che si impegni all’emanazione e all’applicazione di nuove leggi restrittive, al fine di perseguire con tenacia e con decisione i tanti evasori fiscali e i boiardi di stato corrotti e collusi che danneggiano la nostra società.
Non basta essere indignati, è ora di agire; dobbiamo convincere parenti, amici e conoscenti che è arrivata l’ora di cambiare l’aria, di eleggere in parlamento e nominare nelle istituzioni pubbliche, persone competenti, oneste e corrette, con il solo unico scopo di operare per il bene della collettività, garantendo a tutti i cittadini una vita serena, onesta e dignitosa.
Le persone corrotte che occupano cariche pubbliche devono essere denunciate e messe nella condizione di non poter più nuocere alla collettività.
Mi rendo conto che questi concetti possono essere intesi come illusori e infantili, poiché il potere e il denaro corrompono; per fortuna molte persone, in Italia, non sono in vendita né hanno un prezzo: questo è la logica per cui il movimento deve battersi.
Solo così possiamo risollevarci da questo stato di povertà e di inciviltà e garantire la parità di tutti i cittadini di fronte alla legge.

domenica 20 novembre 2011

Italiani di tutto il mondo uniamoci per sconfiggere il nemico

Italiani di tutto il mondo uniamoci per sconfiggere l’acerrimo nemico: la nostra classe politica inetta, inefficace, inutile e impresentabile.
Purtroppo fino a quando saremo governati da politicanti, avvocati, medici e pseudo intellettuali la condizione economica del paese peggiorerà sempre più. Questi signori continueranno a difendere i loro interessi e i loro privilegi. Sono radicati alla poltrona e, nello stesso tempo, sono ingordi delle sostanziose prebende che puntualmente intascano mensilmente, senza alcuna vergogna.
Sarebbe auspicabile costituire un nuovo movimento, libero e indipendente, per legiferare in soli 5 anni pochi, ma significativi punti:
1. radiografia patrimoniale prima e dopo il mandato parlamentare;
2. candidabilità al parlamento per massimo di 2 legislature;
3. abolizione della professione di parlamentare;
4. abolizione della pensione, della liquidazione e di tutti i privilegi della casta;
5. dimezzamento del numero dei parlamentari;
6. adeguamento delle retribuzioni secondo gli standard europei;
7. abolizione del cumulo delle pensioni;
8. lotta alla evasione fiscale;
9. patrimoniale sulle grandi ricchezze;
10. redistribuzione della ricchezza in modo equo;
11. trasformazione dei contratti atipici in contratti a tempo indeterminato.
Sicuramente questi punti per la nostra casta sono impossibili da applicare, poiché per essa rappresentano idee rivoluzionarie. Nel nostro Paese è necessario adottare una rivoluzione morbida e democratica, nel quale siano rispettati i diritti di tutti i cittadini e la legge sia uguale per tutti.
Nei Paesi del Nord-Europa questi principi sono in vigore da sempre, mentre da noi è una speranza e un miraggio vederli realizzati.
Ci siamo rassegnati, ci turiamo il naso e continuiamo a votare le stesse persone e i medesimi partiti/uffici di collocamento e continuiamo a dare fiducia a soggetti che vivono nell’ozio e che da molti anni stanno cancellando e calpestando i più elementari diritti: al lavoro, alla istruzione, all’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.
In Italia i politicanti possono permettersi tutto ed evitare, in molte occasioni, anche gli arresti; per essi vale il lemma: per gli amici tutto per gli altri la legge.
Una classe politica che delega ai tecnici le riforme, merita di essere licenziata e mandata a casa senza alcuna remora. Questo principio va applicato sia a destra che a sinistra, senza alcuna discriminazione.
Oggi, la maggior parte dei parlamentari sostengono senza se e senza ma il nuovo Governo; coloro che sono in disaccordo lo fanno solo per un proprio tornaconto personale o di partito.
Nessun parlamentare ha operato e opera per il bene del Paese. Se i nostri politicanti amassero il nostro Paese penserebbero che conservare i privilegi della casta è un atto di iniquità rispetto agli altri connazionali e in particolar modo nei confronti di coloro che perdono il lavoro, dei giovani con contratti atipici, dei disoccupati, dei cassintegrati, degli scoraggiati e di tutti coloro che percepiscono una misera pensione di vecchiaia.
Per questo affermo che i nostri nemici sono la casta, la classe dirigente super pagata e i politici che hanno contribuito a determinare la crisi economica e ora vogliono scaricarla sui cittadini.
Serve una vera ed equa epurazione di questi soggetti dai quadri di comando; c’è bisogno di persone oneste, giovani, motivate, corrette e democratiche.

Ecco alcuni esempi dei privilegi della casta:

BABY PENSIONATI
nome cognomeattività svoltain pensione apensione/mese lordaente
Manuela MARRONE in BOSSIinsegnante39 anni766,37 INPDAP
Giuseppe GAMBALEparlamentare42 anni8.455,00Camera
Antonio DI PIETROmagistrato44 anni2.644,57Inpdap
Rainer Stefano MASERAbanchiere44 anni18.413,00INPS
Pier Domenico GALLObanchiere45 anni18.000,00INPS
Rino PISCITELLIparlamentare47 anni7.959,00Camera
Pier Carmelo RUSSO assessore Sicilia47 anni10.980,00Regione Sicilia
Mario SARCINELLIbanchiere48 anni15.000,00INPS
Alfonso PECORARO SCANIOparlamentare49 anni8.836,00Camera
Vittorio SGARBI parlamentare54 anni8.455,00Camera

LE 10 PENSIONI PIU’ RICCHE

nome cognomeclasseramopensione lordaente
annomesegiorno
Mauro SANTINELLI1947 telefonia 1.173.205,15 90.246,55 3.258,90 INPS
Mauro GAMBARO1944 finanza 665.083,64 51.160,28 1.847,45 INPS
Alberto
DE PETRIS
1943 telefonia653.567,2050.274,40 1.815,46 INPDAI
Germano FANELLI1948elettronica600.747,6846.211,361.668,74INPS
Vito GAMBERALE1944 telefonia 574.102,23 44.161,71 1.594,72 INPS
Alberto GIORDANO1941finanza 549.193,74 42.245,67 1.525,53 INPS
Federico IMBERT1951finanza539.775,62 41.521,20 1.499,37 INPS
Giovanni CONSORTE1948finanza 372.000,00 28.593,00 1.033,33 INPS
Ivano SACCHETTI1944 finanza 371.000,00 28.560,00 1.030,55INPS
Ernesto PAOLILLO1946finanza342.000,00 26.327,00 950,00 INPS


PENSIONE PER 1 GIORNO DI LAVORO
nome cognomeattività svolta perpensione/mese lorda ente
Luca BONESCHI parlamentare 1 giorno3.108,00Camera
Piero CRAVERIparlamentare 8 giorni3.108,00Senato
Angelo PEZZANA parlamentare 8 giorni 3.108,00Camera
Toni NEGRI parlamentare 64 giorni3.108,00Camera
Paolo PRODI parlamentare 126 giorni3.108,00 Camera
Clemente MASTELLAgiornalista 397 giorni (?) INPGI
Oscar Luigi SCALFARO magistrato 3 anni7.796,85INPDAP


3 PENSIONI SENZA LIMITI DI CUMULO
nome cognomepensioni/mese lordeente
Romano PRODI4.246,00INPDAP
4.725,00 Parlamento
5.283,00 Unione Europea

2 PENSIONI SENZA LIMITI DI CUMULO

nome cognomepensioni/mese lordeente
Luciano VIOLANTE 7.317,00 INPDAP
9.363,00Camera
Publio FIORI 16.000,00 INPDAP
10.631,00Camera

2 PENSIONI E UNO STIPENDIO SENZA LIMITI DI CUMULO

nome cognomepensioni/mese lorde + stipendio lordoente
Giuliano AMATO 22.048,00INPDAP
9.363,00 Parlamento
(?) stipendio di Deutsche Bank
Lamberto DINI 18.000,00Bankitalia
7.000,00 INPS
19.053,75 stipendio da parlamentare
Carlo Azelio CIAMPI 30.000,00 Bankitalia
4.000,00 INPS
19.053,75 stipendio da parlamentare
Giulio ANDREOTTI 5.823,00 INPDAP
5.086,00 INPGI
19.053,75 stipendio da parlamentare

1 PENSIONE E UNO STIPENDIO SENZA LIMITI DI CUMULO
nome cognomepensioni/mese lorde + stipendio lordoente
Renato BRUNETTA4.352,00 INPDAP
19.053,75 stipendio da parlamentare
Giuseppe FIORONI2.008,00 INPDAP
19.053,75 stipendio da parlamentare
Rocco BUTTIGLIONE 5.498,00 INPDAP
19.053,00 stipendio da parlamentare
Achille SERRA 22.451,00 INPDAP
19.053,75 stipendio da parlamentare
Mario DRAGHI 14.843,00 INPDAP
37.500,00 stipendio Bankitalia
Cesare GERONZI 22.037,00 INPS
417.500,00 stipendio Ass. Generali
...e altro ancora

lunedì 14 novembre 2011

Licenziamo la casta e non solo

Non bastano le dimissioni di mr Berlusconi, bisogna licenziare la casta e togliere tutti i suoi privilegi, ad iniziare dai vitalizi, dalle pensione baby, dall’assistenza sanitaria per sé e per i propri familiari e ridurre le retribuzioni e il numero dei Parlamentari.
Non è possibile né accettabile che i parlamentari, con molta lena, legiferano per innalzare l’età pensionabile dei lavoratori dipendenti e autonomi, mentre essi dopo pochi mesi/anni di esercizio parlamentare maturano un cospicuo vitalizio. LA LEGGE DEVE ESSERE UGUALE PER TUTTI!!
Molti di questi politicanti/peones non hanno mai esercitato, nella loro vita, una professione; si sono dedicati alla politica solo per assicurarsi un futuro economico certo e permanente.
È chiaro che leggi che annullino questi privilegi non saranno mai approvate da questo Parlamento né dagli attuali partiti.
È necessario che un nuovo moderno movimento metta nel proprio programma i punti di cui sopra e che un candidato non possa essere candidabile dopo aver esercitato due mandati parlamentari o regionali.
Ciò che è auspicabile è licenziare tutta l’attuale classe politica, i boiardi di stato, i dirigenti di imprese pubbliche e della RAI, i giornalisti per incarichi politici, i quali hanno portato l’Italia al disastro economico per mala gestione, incompetenza, mancanza di professionalità, di serietà e di qualità morali.
È la mentalità della gente che deve cambiare, bisogna avere la consapevolezza che i Parlamentari, i dirigenti delle società pubbliche sono al servizio della collettività e non viceversa.
Purtroppo se si continua ad accettare acriticamente tutto quello che ci viene propinato dalle televisioni, dai giornali di regime, siamo destinati a sorbirci mediocri politicanti corrotti, senza alcuna speranza di cambiamento.